I 6 momenti in cui tutto il mondo ci ha invidiato Alex Del Piero (VIDEO) | Singapore News

I 6 momenti in cui tutto il mondo ci ha invidiato Alex Del Piero (VIDEO)


Il 13 maggio 2012 è un giorno triste per i tifosi juventini. È il giorno in cui Alex Del Piero, soprannominato Pinturicchio, dice addio, tra le lacrime, alla sua Juventus. Lo fa in un modo poco romantico, con la voglia ancora di giocare, ma con la consapevolezza di non poterlo più fare ad alti livelli per i colori che ha vestito, amato e onorato per tutta la carriera.
Lo fa a margine di uno Juventus-Atalanta, terminato 3-1, che lo ha visto segnare il 290esimo gol in bianconero. Lo fa sette giorni prima di scendere in campo per l’ultima volta con la fascia al braccio nella finale di Coppa Italia contro il Napoli, persa 2-0 all’Olimpico di Roma.
Rivedere quelle immagini crea un vuoto e una sofferenza immensi nel cuore di chiunque abbia amato, anche solo per un giorno, questo sport. Anche per chi la Juventus, magari, l'ha sempre detestata.
Perché Alex non è stato solo il giocatore, il capitano e il simbolo di una squadra, di una società o di una fede intera, ma un campione, un esempio di professionalità per tutti coloro che seguono questo sport.
È per questo motivo che spesso tutto il mondo ci ha invidiato un giocatore con le sue qualità. Dentro e fuori dal campo. In particolare in questi 6 momenti.#1 La standing ovation al Bernabeu
La sera del 5 novembre 2008 tutto il mondo, per un attimo, si è fermato. Più precisamente al minuto ‘92 di Real Madrid-Juventus, gara valevole per la fase a gironi di Champions League. Al Bernabeu, un artista con la maglia bianconera numero 10 ha dato una lezione di calcio esemplare ai Galacticos. Prima con un colpo da biliardo dal limite, poi con una punizione pennellata delle sue, Del Piero stende le Merengues. Al momento della sua sostituzione, tutto lo stadio si alza in piedi ad applaudirlo, primo italiano della storia a mettere a segno una doppietta al Bernabeu. Il capitano bianconero lascia il campo visibilmente emozionato, scrivendo forse la più bella pagina della sua immensa carriera.

#2 Il gol alla Del Piero
Finta contro finta, movimento a rientrare, sguardo verso la porta e tiro a giro diretto lì, dove il portiere non può arrivare. Non importa chi sia il difensore da ubriacare o il portiere da scavalcare, il risultato è sempre lo stesso: il gol. Come in quel Borussia Dortmund – Juventus del 13 settembre 1995, quando un ancora 20enne Del Piero segnò il suo primo gol in Champions League. Quello che passerà per sempre alla storia per essere il primo gol realizzato con un “tiro alla Del Piero”. Quell'anno, in Champions League, di reti così ne mise a segno addirittura 4 consecutive nelle prime 4 partite della competizione. Lo farà fino al 2012, senza mai fermarsi, senza mai sbagliare.

#3 La rovesciata dello scudetto
Serie A, stagione 2004/2005. Alla 35esima giornata va in scena a San Siro un grande classico: Milan-Juventus. Si decide lo scudetto, in un match ricco di tensione e spettacolo. Per sbloccare la partita, ci vuole l'invenzione di un campione. Shevchenko, Kakà, Nedved,…no. Solo lui può decidere questa partita. Per di più alla sua maniera. Al 28' del primo tempo, su un cross respinto da Gattuso, Del Piero non ci pensa due volte e con una rovesciata mette in mezzo un pallone che Trezeguet di testa deve solo appoggiare in rete, a Dida incolpevole. Un gesto tecnico di rara bellezza nella partita più importante dell'anno. Questo era Alex Del Piero.

#4 Le punizioni
Una palla ferma a 20-25 metri dalla porta per lui era come un rigore. Ce ne sarebbero decine di punizioni da ricordare. Ma una pennellata come quella disegnata il 16 febbraio 2006 a San Siro contro l’Inter di Mancini difficilmente la rivedremo di nuovo su un campo di Serie A. Traiettorie inspiegabili persino dalla fisica erano il suo marchio di fabbrica. Da qualunque posizione battesse, le certezze erano due: la rete che si gonfiava e la linguaccia che Alex mostrava ai tifosi. Proprio come quella volta a San Siro. Mancano 5 minuti alla fine di un Inter-Juve in totale equilibrio. Ibra per i bianconeri ha sbloccato la partita, Samuel per i nerazzurri ha pareggiato i conti. Sembra poter finire così, quando l'arbitro fischia una punizione da 23 metri per la Juventus. Sul punto di battuta si presenta Del Piero, che sistema il pallone tra i fischi di paura dei tifosi avversari. La posizione decentrata è l'insidia maggiore per Julio Cesar. Il portiere brasiliano, manco a dirlo, fa un passo falso verso destra e Alex.. non perdona.

#5 La corsa verso Berlino
"Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro. Poi ancora insiste Podolski, Cannavaro! Cannavaro! Via il contropiede per Totti, dentro il pallone per Gilardino, Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina. Cerca l'1 contro 1, Gilardino, dentro Del Piero, Del Piero GOL!! Alex Del Piero, andiamo a vincere. Andiamo a Berlino!" Il sonetto più bello della poesia Italiana. Alex che, in semifinale contro la Germania ai Mondiali del 2006, con un piattone a giro mette il pallone alle spalle di Lehmann, davanti al mondo intero.

#6 Capitano in Serie B
La sentenza di Calciopoli inevitabilmente macchia la storia della squadra bianconera. I tifosi hanno il morale a pezzi. Diversi campioni fanno le valigie e lo spettro della fine di un'era incombe sulla società torinese. In quanti si sarebbero presi la responsabilità di rimanere? In quanti non avrebbero accettato la corte di altri top club? Probabilmente tutti, tranne 4 calciatori: Buffon, Nedved, Trezeguet e Del Piero. 4 signori, 4 esempi di professionalità di un calcio ormai svenduto al dio denaro. Alex, con la fascia da capitano al braccio, riportò la Juventus in Serie A con 20 gol e il titolo di capocannoniere della serie cadetta in tasca. Perché campioni si nasce, Del Piero non lo si diventa.
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